Candidature più intelligenti: un agente AI che cerca lavoro al posto tuo

Candidature più intelligenti: un agente AI che cerca lavoro al posto tuo

Chi cerca lavoro conosce bene questa sensazione: dopo un’ora passata a scorrere annunci, si arriva ad aprirne una decina, leggerli per intero, e scoprire che otto su dieci non erano adatti già dal secondo paragrafo — sede sbagliata, livello troppo alto, lingua richiesta diversa da quella dichiarata nel titolo. Il tempo perso non è nella ricerca, è nella lettura di annunci che non dovevano nemmeno arrivare fin lì.

Ho costruito un sistema che fa quella prima lettura al posto di chi cerca, e restituisce solo quello che vale la pena aprire davvero. È nato per una ricerca di lavoro specifica — un impiego entry-level in un altro paese europeo — e si è dimostrato utile anche per un caso molto diverso: la ricerca di incarichi di consulenza per me stesso.

Il problema non è trovare annunci, è non perdere tempo su quelli sbagliati

Le piattaforme di lavoro non mancano di offerte. Il problema è che ogni ricerca restituisce un misto di annunci realmente compatibili e annunci che sembrano compatibili solo nel titolo. Aprirli tutti per capire quali scartare è il lavoro che stanca di più, e finisce per scoraggiare più della ricerca in sé.

Il criterio giusto, quindi, non era “trova più annunci possibile”, ma “fai la prima scrematura al posto mio, e fammi vedere solo quello che passa”.

L’errore che ho fatto per primo

Il primo tentativo è stato il più intuitivo e anche il più sbagliato: cercare direttamente per il requisito che contava di più, in questo caso la lingua richiesta. Il risultato era quasi sempre lo stesso — annunci per ruoli molto più senior di quelli cercati, perché sono gli unici che nel titolo o nella descrizione breve nominano esplicitamente la lingua come requisito.

La correzione, arrivata dopo aver guardato i risultati sbagliati abbastanza a lungo da capire lo schema, è stata cercare per mansione — il tipo di ruolo, non il requisito linguistico — e verificare la lingua leggendo il corpo dell’annuncio, non il titolo. È un cambio piccolo nella query di ricerca, ma ha spostato completamente la qualità dei risultati. È anche, credo, il punto più trasferibile di questo intero progetto: la parola chiave più ovvia da cercare è spesso quella che restringe peggio.

Come funziona la valutazione automatica di un’offerta di lavoro

Il sistema cerca annunci da più fonti, li legge per intero — non solo titolo ed estratto — e assegna a ciascuno un punteggio di compatibilità basato su criteri dichiarati in anticipo, non su un giudizio generico:

· la sede, verificata nel testo e non dedotta dal nome dell’azienda

· la lingua richiesta, cercata nel corpo dell’annuncio

· il livello di seniority, per evitare di mescolare ruoli entry-level con posizioni che richiedono anni di esperienza specifica

· una stima della fascia retributiva, calcolata quando l’annuncio non la dichiara esplicitamente, così da non scartare per default gli annunci più onesti che semplicemente non scrivono la cifra

Il risultato non è una lista di link, è una lista ordinata per compatibilità, con la sede e la modalità di lavoro (remoto, ibrido, in sede) già verificate — non dedotte da un’impressione, ma trovate scritte da qualche parte nell’annuncio stesso.

Cosa il sistema fa e cosa lascia volutamente a chi cerca lavoro

Il sistema non scrive la lettera di presentazione, non compila il modulo di candidatura, non decide a chi rispondere. Questa non è una limitazione tecnica: è una scelta. La candidatura è il momento in cui contano la voce della persona, le sfumature del proprio percorso, la scelta di cosa raccontare — cose che un modello può simulare, ma che perdono valore proprio se vengono delegate del tutto.

Quello che il sistema toglie di mezzo è tutto il lavoro che viene prima della candidatura: cercare, leggere, scartare. È la parte meccanica e ripetitiva, quella che si può standardizzare senza perdere niente di personale.

Vale anche per chi cerca clienti o collaborazioni, non solo un impiego

Ho riutilizzato la stessa struttura per un caso diverso: non un impiego dipendente, ma opportunità di consulenza e collaborazioni professionali. I criteri cambiano completamente — non più sede e lingua richiesta, ma segnali come un’azienda che sta espandendo la propria presenza in un nuovo mercato, o un annuncio di ricerca che indica un bisogno specifico — ma la logica di fondo resta identica: cercare in modo mirato, leggere per intero, valutare con criteri espliciti, presentare solo ciò che supera la soglia.

È lo stesso schema dei sistemi descritti negli altri articoli di questo blog: un problema che si ripete nel tempo, criteri di valutazione scritti prima e non improvvisati durante, un limite chiaro su cosa decide il sistema e cosa resta a chi lo usa.

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