WhatsApp Plus è arrivato in Italia: vale 2,49 euro al mese?

WhatsApp Plus è arrivato in Italia: vale 2,49 euro al mese?

Meta ha lanciato il suo primo abbonamento consumer per WhatsApp. Ecco cosa include, quanto costa e se ha senso sottoscriverlo.

Per anni WhatsApp ha resistito alla logica degli abbonamenti. Niente pubblicità, niente piani premium, nessun paywall. Era una promessa quasi identitaria.

Per oltre dieci anni WhatsApp era stata costruita attorno a una promessa molto precisa: niente pubblicità e massima semplicità. Quando Facebook acquistò l’app per 19 miliardi di dollari nel 2014, molti si chiedevano come sarebbe stato possibile monetizzarla senza snaturarla.

Nel 2026 abbiamo una risposta.

Cos’è WhatsApp Plus (quello ufficiale)

WhatsApp Plus è il nuovo piano premium ufficiale di Meta, annunciato il 27 maggio 2026. L’abbonamento fa parte di Meta One, il nuovo marchio creato per raggruppare tutti i piani a pagamento del gruppo, insieme a Instagram Plus e Facebook Plus.
Non è un’app separata. Non richiede download aggiuntivi. L’app WhatsApp che già conosci resta identica. L’abbonamento Plus offre funzionalità in più, opzionali, per chi vuole personalizzare il servizio.

Quanto costa e come si attiva

In Italia costa 2,49 euro al mese. I primi 30 giorni sono gratuiti.
Per attivarlo: vai direttamente sul tuo profilo nell’app. Appena sopra la sezione Liste trovi la sezione Abbonamenti, con il pallino verde che segnala il contenuto nuovo. Da lì accedi a WhatsApp Plus e selezioni “Inizia il tuo mese senza costi”.

Cosa include

Le funzionalità riguardano esclusivamente la personalizzazione: temi grafici per l’interfaccia, suonerie dedicate per i singoli contatti, chat pinnate aggiuntive fino a un massimo di venti, libreria estesa di sticker premium con effetti animati, icona dell’app personalizzabile in quattordici varianti e dieci nuovi toni per le chiamate.

Niente di funzionale in senso stretto. Niente che cambi il modo in cui comunichi. È un layer estetico e organizzativo sopra un prodotto che resta invariato.

Cosa non cambia per chi non si abbona

Questo è il punto più importante. Chi continua a utilizzare WhatsApp senza sottoscrivere il piano Plus non subirà alcuna riduzione delle funzionalità attuali. La crittografia end-to-end, le chiamate vocali e video, l’invio di messaggi e file rimangono invariati per tutti.

Non c’è paywall. Non c’è degradazione del servizio gratuito. Almeno per ora.

WhatsApp Plus e le aziende: nessun impatto

Chi usa WhatsApp Business o le API di Meta per fare marketing conversazionale può stare tranquillo. WhatsApp Plus è un prodotto consumer e non ha alcun impatto su WhatsApp Business Platform. È un abbonamento pensato per utenti personali.

Vale la pena?

Dipende da quanto usi WhatsApp e da quanto ti importa dell’estetica.

Se hai 20 conversazioni attive tra lavoro, famiglia e gruppi, la possibilità di pinnare fino a 20 chat (invece di tre) è concretamente utile. Le suonerie per contatto — per distinguere un messaggio del cliente da quello del figlio — hanno senso per chi gestisce tutto sullo stesso dispositivo.

Il resto è piacere personale.

Il rischio più sottile è un altro: molte di queste opzioni in passato sono state semplicemente nuove funzioni inserite negli aggiornamenti regolari. Il rischio è che rimanga una versione base di WhatsApp ferma al 2026 e una a pagamento che continua ad aggiornarsi.

È la domanda che vale la pena tenere a mente nel tempo.

Il cambio di modello che conta davvero

WhatsApp Plus non è rivoluzionario come prodotto. È rivoluzionario come segnale.

Anche l’app che più di tutte aveva costruito la propria identità sull’idea di essere semplicemente uno strumento di comunicazione sta entrando nell’era degli abbonamenti.

Meta sta costruendo Meta One — un ecosistema di abbonamenti che attraversa WhatsApp, Instagram e Facebook, con piani AI in arrivo. La gratuità totale non è più il modello. Il modello è freemium: base gratis, extra a pagamento.

Per ora i 2,49 euro al mese sono facoltativi. La domanda è: per quanto ancora lo resteranno?

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